GIORGIO DE CESARIO INAUGURA “SFASCISMO” E CELEBRA I VENT’ANNI DE LA CASA DEGLI ARTISTI: A GALLIPOLI L’ARTE DIVENTA MEMORIA, DENUNCIA E SPERANZA
IN CORSO
Inizia il 27/06/2026 alle 19:30 - Termina il 31/12/2026 alle 21:00
La Casa degli Artisti via Lepanto, 1 73014 Gallipoli Lecce Italia, Gallipoli (LE)
Gratuito
Durata:187 giorni e 2 ore e 30 minuti

Un doppio appuntamento all’insegna dell’arte, della riflessione e della condivisione animerà Gallipoli sabato 27 giugno 2026. Nella suggestiva cornice de La Casa degli Artisti, residenza creativa e galleria permanente fondata da Giorgio De Cesario, si inaugureranno infatti due importanti eventi: la mostra personale “Sfascismo”, nuova e intensa tappa della ricerca artistica dell’autore salentino, e la rassegna celebrativa “Ars Gratia Artis”, ideata per festeggiare i vent’anni di attività culturale della struttura.

Reduce dai recenti successi ottenuti a New York in occasione di Artexpo, Giorgio De Cesario torna a presentare al pubblico le sue opere più recenti, inaugurando ufficialmente il terzo periodo della sua produzione artistica. Dopo “Solitudini”, dedicato all’isolamento dell’uomo contemporaneo, e “Dall’attualità al fantasy”, in cui la cronaca si trasformava in visione simbolica, l’artista approda oggi a una fase più esplicitamente politica e sociale, racchiusa nel neologismo da lui stesso coniato: “Sfascismo”.

Il termine descrive una condizione storica segnata dal progressivo collasso delle strutture sociali e culturali, dall’erosione dei diritti fondamentali, dalla diffusione di guerre, disuguaglianze e tensioni che minano la convivenza civile. Non si tratta soltanto di una lettura critica del presente, ma di una presa di posizione contro quei processi che normalizzano la demolizione dello Stato sociale e alimentano una cultura dell’indifferenza e dell’odio.

L’opera che dà il titolo all’intera serie rappresenta una vera e propria dichiarazione programmatica. Al centro della composizione emerge una monumentale Torre di Babele in rovina, instabile e frammentata, metafora del fallimento delle grandi costruzioni di potere e delle ideologie che promettevano ordine e progresso. Il rosso acceso della struttura, colore del sangue e del conflitto, si staglia su un cielo tempestoso che richiama il fragore di guerre e catastrofi. Sopra le macerie, una sfera multicolore simboleggia il mondo e la sua irriducibile vitalità: nonostante il crollo delle certezze e delle narrazioni dominanti, la vita continua a resistere.

Attorno alla torre si muove un’umanità smarrita, quasi composta da “morti che camminano”, spettatrice passiva di una crisi che sembra travolgere ogni cosa. A rendere ancora più incisiva la narrazione sono i celebri volti in argilla applicati alla tela, elemento distintivo del linguaggio di De Cesario. Queste maschere fragili e inquietanti raccontano l’alienazione dell’uomo contemporaneo e si collegano direttamente all’Alienismo, il movimento fondato dall’artista per indagare il rapporto problematico tra individuo e società e per promuovere una nuova consapevolezza collettiva.

Eppure, come in tutta la poetica di De Cesario, la denuncia non sfocia mai nella disperazione. La natura che riaffiora tra le crepe, le vibrazioni cromatiche e la tensione verso la luce introducono una prospettiva di rinascita. Anche nel cuore dello sfascio permane la possibilità di costruire una diversa umanità, più cosciente e solidale.

La serata del 27 giugno sarà però anche l’occasione per celebrare una storia lunga vent’anni. Con la rassegna “Ars Gratia Artis”, La Casa degli Artisti ripercorre infatti due decenni di attività culturale, durante i quali la struttura si è affermata come uno dei più originali punti di riferimento del panorama artistico pugliese e nazionale.

Nata come residenza d’artista e galleria permanente di Giorgio De Cesario, La Casa degli Artisti si distingue per una scelta rara e generosa: mettere gratuitamente i propri spazi a disposizione di artisti, associazioni e operatori culturali per mostre, incontri, presentazioni ed eventi. Una missione che in vent’anni ha favorito il dialogo, la crescita culturale e la valorizzazione di numerosi talenti.

“Ars Gratia Artis” si configura come un viaggio emozionale attraverso opere, testimonianze, donazioni e ricordi raccolti nel corso degli anni. Un patrimonio costruito grazie ai rapporti umani e artistici che hanno animato la vita della Casa degli Artisti e che oggi viene condiviso con il pubblico. Tra i numerosi tesori esposti figurano uno scritto inedito di Gabriele D’Annunzio, due litografie di Basilio Cascella, i dipinti minimalisti di Salvatore Pepe, rare fotografie di fine Ottocento ritoccate a mano e numerosi altri cimeli dal grande valore storico e affettivo.

Particolarmente significativa sarà inoltre la presenza degli studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado dell’Istituto Comprensivo Polo 2 di Gallipoli. La loro partecipazione, fortemente voluta da Giorgio De Cesario, testimonia l’attenzione verso le nuove generazioni e la convinzione che l’arte possa rappresentare uno strumento fondamentale di crescita culturale, orientamento e formazione alla bellezza.

Alla rassegna prenderanno parte numerosi artisti che hanno condiviso il percorso della Casa degli Artisti o che ne rappresentano il presente e il futuro: Giuseppe Ashram, Pasquale Cavalera, Nadia Cera, Danny H. Cortese, Carina Corvaglia, Giorgio De Cesario, Rita De Matteis, Amanda Gesualdi, Elisabetta Lenti, Michelle Marino, Anna Chiara Mauro, Antonio Napolitano, Salvatore Pepe e Max Hamlet Sauvage.

L’inaugurazione di “Ars Gratia Artis” si terrà sabato 27 giugno 2026 alle ore 18.00 presso La Casa degli Artisti, in Via Lepanto 1 a Gallipoli, alla presenza degli artisti e dei curatori Domenicaisabella Bono Mariano, Raffaele Bono Mariano e Maria Cristina Maritati. A seguire, alle ore 19.30, sarà inaugurata la mostra personale “Sfascismo” di Giorgio De Cesario.

Due eventi profondamente intrecciati tra loro: da una parte l’artista che guarda con lucidità critica alle contraddizioni del nostro tempo; dall’altra una realtà culturale che da vent’anni dimostra come l’arte possa essere uno spazio di accoglienza, dialogo e costruzione di comunità. Un anniversario che non celebra soltanto un percorso compiuto, ma rinnova una promessa verso il futuro.