Una mostra all’Archivio Storico della Città per riscoprire le origini amministrative della civitas Taurini. Dal 26 settembre al 31 gennaio 2026, l’Archivio Storico della Città di Torino apre le proprie sale a una mostra straordinaria dedicata al Medioevo torinese: Il Trecento a Torino nell’Archivio della Città. I 700 anni del primo volume degli Ordinati. L’iniziativa celebra la ricorrenza dei sette secoli dal primo “Liber consiliorum” conservato nell’archivio civico, un documento risalente al 1325 che segna le origini della memoria amministrativa della città. Inaugurazione e orari di visita L’esposizione sarà inaugurata venerdì 26 settembre alle ore 18:30 presso la sede di via Barbaroux 32. Per l’occasione, l’Archivio resterà aperto fino alle 23:00 con visite guidate gratuite curate dagli archivisti. L’evento si inserisce nel programma di UNIGHT – Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori .Successivamente la mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 16:30, con ingresso libero. Documenti che raccontano sette secoli di storia Il cuore dell’esposizione è costituito dagli Ordinati del Trecento, i verbali delle sedute del Maggior e del Minor Consiglio – gli antenati dell’attuale Consiglio comunale – redatti su carta e rilegati in pergamena. Questa serie documentaria, custodita integralmente fino al 1848 e poi proseguita come Atti Municipali, rappresenta una delle testimonianze più complete e continue della vita istituzionale di una città italiana. Accanto agli Ordinati saranno esposti altri documenti di eccezionale valore: il documento delle franchigie concesso dal conte Amedeo VI di Savoia nel 1360, corredato da cinque sigilli; gli Statuti cittadini dello stesso anno, conosciuti come Codice della Catena, così chiamato per la catena di ferro che ne impediva il trafugamento; il Liber pactiorum del 1280, con i giuramenti dei forestieri verso la comunità; un raro Catasto medievale del 1363, usato per calcolare le imposte sugli immobili; il Codice Maria, volume membranaceo che raccoglie atti civici dal XIII al XVI secolo; pergamene relative alle gabelle del sale e del vino e il Rendiconto del Massaro, antica istituzione finanziaria cittadina. Il percorso si arricchisce anche con rappresentazioni grafiche: dalla celebre pianta di Torino di Giovanni Caracha del Cinquecento al Catasto Gatti del 1820, che documentano le trasformazioni urbanistiche fino all’età contemporanea. Torino medievale tra potere e trasformazioni urbane La mostra offre inoltre l’occasione per scoprire la Torino del XIV secolo: una città di circa 5.000 abitanti, sede vescovile e nodo strategico di traffici, ma segnata da conflitti dinastici, epidemie e carestie. Il tessuto urbano conservava l’impianto romano, con mura, torri e porte, ma iniziava a mutare con l’apertura di nuove piazze e percorsi commerciali. Mancava ancora un vero palazzo civico: le riunioni comunali si tenevano in chiese, conventi o case aristocratiche, fino all’acquisto nel 1375 di una dimora con torre, primo nucleo dell’attuale sede municipale. Un patrimonio da riscoprire Con questa esposizione l’Archivio Storico della Città di Torino mette a disposizione del pubblico un patrimonio di straordinario valore, solitamente accessibile solo agli studiosi. L’iniziativa intende non solo celebrare i 700 anni del primo volume degli Ordinati, ma anche stimolare una riflessione sul ruolo della memoria documentaria per comprendere le radici della città e il suo sviluppo nei secoli.
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